Ennesima proposta utopistica?

5 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

Che ne dite se da domani tutte le merci dimezzassero il prezzo mentre gli stipendi rimangono gli stessi? Non credo sia una cretinata, per il semplice fatto che anni fa, quando l’euro è entrato in vigore, bastava che controllassero il vero valore delle merci e non permettessero che i negozianti o chi per loro considerassero l’euro come fosse mille lire invece di duemila.

Prosegui la lettura…

Al lavoro fino a 65, 70 anni?

5 Marzo 2009 Commenti chiusi

 

Mi chiedo come possano venire in mente a certe persone certe idee: ma vi rendete conto? Continuare a lavorare finché … si crepa o quasi! Ma è vita? C’è un errore grossolano ed è quello di confondere la vita col lavoro: tu vivi solo perché lavori! Ma chi l’ha detto? Io non mi identifico affatto col lavoro che faccio. Come se, se non avessi più un lavoro, perdessi la mia dignità di essere umano o la mia vita avesse senso solo perché lavoro! Ma stiamo dando i numeri? La dignità umana è il valore supremo, per cui sì, è giusto lavorare, contribuire per quello che si può al benessere sociale eccetera eccetera ma ad un certo punto è anche doveroso smetterla, fare altro, dedicarsi ad altro, non considerare la propria vita legata solo al lavoro altrimenti è semplicemente alienante! Ma chi l’ha detto che io, se smetto di lavorare, non faccio altro che andare ai giardinetti o giocare a bocce? In primo luogo, anche se così fosse, non ci troverei nulla di assurdo visto che, ripeto, il mio contributo alla causa l’ho dato già per 35, 40 anni ed ho tutto il diritto di fare i … fatti miei e nessuno deve avere nulla da eccepire; in secondo luogo, durante la pensione ci si può dedicare a mille altre attività, come ad esempio il volontariato (per citarne solo una). Dunque è una autentica cretinata considerare la persona solo perché lavora e non per quello che è! In più, se allunghiamo l’età lavorativa, i nostri cari giovani quando cominceranno a lavorare?

Prosegui la lettura…

Una pubblicità sbagliata

15 Gennaio 2009 Commenti chiusi

 

In questi giorni è apparsa in una città italiana una pubblicità sui bus che dichiarava :

Prosegui la lettura…

A proposito della scuola, insegnanti e di certi ministri ?

15 Gennaio 2009 Commenti chiusi

 

Sono sempre restio a scrivere il mio parere sulla scuola perché … non è cambiato praticamente nulla da trent’anni a questa parte (da quando ho cominciato ad insegnare) e quindi perché sprecare ancora parole quando si tratta di un dialogo fra sordi (e non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire) come appunto succede in Italia?

Prosegui la lettura…

Sanremo eccetera

15 Gennaio 2009 Commenti chiusi

 

Vi comunico che neppure quest’anno vedrò Sanremo (veramente sono anni che non lo vedo) e non mi sento fuori dal mondo per questo. Non ho mai visto neppure il Maurizio Costanzo ShowStriscia la notiziaQuelli che il calcio né il Processo del lunedì né le telenovelas né le soap-operas o i reality o altri programmi simili. È forse obbligatorio? È forse obbligatorio vedere tutto? Certo che no, dunque è una questione di priorità. Nel poco tempo che posso avere a disposizione la sera, beh, scelgo di vedere qualcosa che mi piace o, addirittura, riesco anche a spegnere il televisore! Pensate un po’: a volte preferisco leggere piuttosto che tenere acceso il televisore ad ogni costo!

Prosegui la lettura…

mass media e pubblicità

15 Gennaio 2009 Commenti chiusi

 

  • 1. Che strano! La pubblicità esalta sovente come figura ideale la persona giovane, impegnatissima, che non dorme mai ed è sempre vincitrice in tutto quello che fa. Ma esiste una persona del genere ? Credo che sia solo di pochi. La maggior parte degli uomini sono occupati in un lavoro che svolgono alla meno peggio, senza poi grande partecipazione; quando rientrano a casa sono stanchissimi e hanno ben poca voglia di uscire, anche perché hanno le faccende domestiche da sbrigare, eventuali figli da accudire, moglie o marito o amante da soddisfare ecc. ecc. insomma, come ideale non è solo irraggiungibile, ma del tutto – e per fortuna ! – campato in aria ! Poiché è l’ideale di un uomo alienato, che ha problemi psicologici, che non può avere rapporti affettivi duraturi… E’ da deprecare, altroché, non da imitare o da proporre come modello !
  • 2. Diciamo qualcosa su questi tanto decantati mass media. I giornali : non capisco perché si debbano passare ore e ore a leggere diversi giornali per tenersi informati e aggiornarsi. Da quando in qua è diventato un obbligo ? Direi piuttosto che, se non si è dei cosiddetti "esperti" (e la maggior parte della gente non lo è, e gli stessi esperti non possono essere esperti di tutto, no?), la situazione concreta è la seguente : si compera uno o più giornali e /o riviste dal giornalaio sotto casa, la mattina, andando al lavoro; lo si sfoglia leggendo i titoli più grossi o le poche cose che ci interessano e tutto finisce lì. Che "l’abbia detto il giornale" vale molto poco per non dire nulla, perché il giorno dopo, molto probabilmente, la notizia sarà stata almeno in parte modificata. "Ma la gente ha il diritto di sapere!" : ma che cosa? Ma dov’è tutta questa presunta curiosità che la gente avrebbe riguardo i fatti altrui ? La stragrande maggioranza delle notizie che posso leggere o ascoltare non mi tocca minimamente e un attimo dopo averle lette me le sono già dimenticate. Se si vuol sapere la verità, non si dovrebbero leggere né i giornali né le riviste : la verità lasciamola al buon Dio . Se vuoi delle informazioni, un giornale basta e avanza, tanto dicono tutti più o meno le stesse cose. Il discorso vale anche per i settimanali. Il giornalista è solo chiamato a fare cronaca, a dare notizie fresche, e non può approfondire perché ogni approfondimento richiede tempo e cognizioni di causa, che non sono proprie del mestiere di giornalista ma, semmai, dello studioso esperto di un particolare settore. (Si badi : io non sto affatto dicendo che non ci può essere una seria divulgazione; al contrario, io stesso ho anni e anni di insegnamento non solo scolastico ma anche nelle UNI3 e dunque so benissimo cosa vuol dire divulgare e, modestamente, lo so fare niente male). La televisione : non dirò affatto di fare a meno di questo strumento ma di usarlo cum grano salis, senza demonizzarla più di tanto. In primo luogo, non credere a tutto quello che viene detto attraverso di essa. La verità lasciamola a Dio, alla religione, alla filosofia, a chi volete, ma non attribuiamola anche alla TV ! (Per dirla con una battuta filosofica, parafrasando un certo Protagora: "Oggi la TV è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono, di quelle che non sono in quanto non sono"). E poi si abbia la forza e il coraggio di fare una cosa tremenda e scandalosa: cambiare canale se c’è qualcosa che non ci va o, addirittura, di spegnere l’apparecchio, se quella sera non c’è nulla che ci interessa! Lo so, lo so, è difficile : quale enorme forza di volontà, quale coraggio si dimostra nel premere il tasto OFF del telecomando ! Quale enorme potere hanno dunque i comuni mortali nei confronti della televisione e di tutto quello che ci propina ! Noi possiamo sempre spegnere la TV o cambiare canale: tremate, dunque !!! Per quel che riguarda la situazione italiana, penso che ne vedremo delle belle : a parte i già tantissimi canali, vi sarà una sempre maggiore diffusione della TV via cavo e satellite ecc. Immagino che saremo così stufi della TV che guarderemo solo pochi canali da noi selezionati e per il resto … non ce ne fregherà più nulla di avere potenzialmente accesso alla TV coreana o al film cecoslovacco, e la spegneremo o la terremo accesa come… sottofondo, al punto da non farci più caso. O mi sbaglio ? Credo che dopo la scorpacciata di realtà virtuale, arriverà l’indigestione quindi il rigetto . (Con tutto il rispetto per i computer, per Internet e simili, che io uso e so quanto sono utili, ma, come sempre, "adelante, Pedro, con juicio"). A questo proposito, un’unica osservazione di politica: affrettiamoci a fare delle leggi che regolamentino le cose , prima che i buoi scappino dalla stalla. La radio : ecco forse chi sopravviverà meglio di tutti gli altri mass media. La radio è una presenza discreta e mai invadente, ed è una delle poche cose che servano a mantenere i contatti col mondo se tutto il resto va a pallino (vedi guerre, disastri e simili). Impegnando solo l’orecchio garantisce maggiore libertà ed è meno condizionante. Certo, anche per lei vale il discorso sulla verità fatto precedentemente ma, se lasciamo da parte quell’ideale altissimo, "si può addivenire ad un compromesso ragionevole", facendo zapping anche con i canali radiofonici (anzi, a ben pensarci, non so perché tale termine sia visto in riferimento alla TV quando da decenni la radio ci aveva abituati a passare da un canale ad un altro senza molto clamore e senza nessuna remora … boh!).

 

Prosegui la lettura…

Questo blog che non è un blog

11 Maggio 2007 Commenti chiusi

Lo so che un blog dovrebbe essere aggiornato più sovente però? non ne ho nessuna voglia. D?altra parte non mi interessa commentare qualunque notizia di cui vengo a conoscenza.insomma, scrivo qui sopra ogni tanto e … va bene così.

Riguardo al successo, la fama e simili?

11 Maggio 2007 Commenti chiusi

È interessante scoprire che ? dopo aver ricercato per tanto tempo il successo, la fama, i soldi, il potere, dopo che li abbiamo ottenuti, non siamo comunque felici o realizzati o compiuti o migliori? tutto è come prima. Anzi, hai dentro sempre e comunque un senso d?insoddisfazione, di incompiutezza che ti fa capire che ? tutto quello che cercavi col potere, successo, fama e simili non era la direzione giusta.
Dunque non è nel successo ovvero fama ovvero soldi ovvero potere che possiamo trovare l?intima gioia che ci rende veramente felici, quel qualcosa che ci fa dire: ?sì, oggi ho trascorso la giornata facendo qualcosa che ha dato senso alla mia vita?.
E allora? Allora c?è un?unica cosa che è essenziale mentre tutto il resto è secondario: è volere bene, imparare ad amare, e dopo averlo fatto puoi anche fare il ricco o il potente o avere successo ?

A proposito del futuro Partito Democratico

11 Maggio 2007 1 commento

Permettetemi una nota polemica nei confronti della futura nascita del cosiddetto Partito democratico. A me sembra che gli italiani non siano fatti per avere solo un paio di grandi partiti come nelle tradizioni inglese e americana. Noi Italiani amiamo tanti partiti e quindi temo fortemente che la proposta di ridurre la ?sinistra? ad un solo grande partito sia un grosso errore tattico! Spero di sbagliarmi?

À suivre ?

11 Maggio 2007 Commenti chiusi

È veramente una mania giornalistica e dei mass media in genere quella di tradurre male espressioni straniere. Basterebbe avere a portata di mano un qualunque dizionario. Una delle più recenti che ho sentito e letto è tradurre il francese à suivre con l?italiano a seguire. Mentre non si potrebbe usare l?espressione corretta seguirà oppure continua o altre comunque più corrette piuttosto che quell?orribile a seguire? Il brutto è che viene usato nell?italiano corrente pensando che sia fine ? parlare male italiano! Altro esempio è usare in italiano quell?orribile realizzare nel senso di rendersi conto, comprendere, capire, ricalcato sull?inglese to realize. Invece di dire appunto ho compreso, mi sono reso conto e simili si preferisce usare, pensando di usare termini ricercati, ho realizzato che ? mentre in italiano realizzare vuol dire fare qualcosa di concreto e non ha nulla a che vedere con la consapevolezza raggiunta di qualcosa. E potrei continuare: gli accenti sbagliati oppure messi a sproposito o omessi?
Mi direte che ci sono altri problemi più importanti a questo mondo, però ?

echo '';